In a cold misty Morning
gleaming rays awake the the dawn
Here I stand – A stranger in this land
does your conscience betray you?
falling from grace – feel the Sun on my face
does desire still hold true?Mystified by her beauty – does the hunter pity
his prey? Under starless skies all Love must die
and fade awayTake my hand – Divine or Damned – Make a stand
Seize the day
Yours or mine – Damned of Divine
Draw the line – come what may…Looking down from Ethereal Skies
Silent crystalline tears I cry
For all must say their last goodbye – to Paradise
Has my yearning been silenced
by angelic skin of white?
Love conquers all, though Heavens fall
this fateful night.Yours or mine – Damned of Divine
Draw the line – serpentine…Love is a tragedy
all that I have, all that I’ll ever need
is right here inside
Let the winds of freedom be my guideLooking down from Ethereal Skies
Silent crystalline tears I cry
For all must say their last goodbye – to Paradise…so I’ve cheated and I’ve lied
been the victim of foolish pride
and I’ve begged and I’ve crawled
and I’ve battled and bled for it all
now I’ll savor the downfall… or ParadiseLooking down from Ethereal Skies
Silent crystalline tears I cry
For all must say their last goodbye – to ParadiseLooking down from Ethereal Skies
Silent crystalline tears I cry
For all must say their last goodbye – to Paradise
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com’è andato il Week-end? Spero meglio del mio…
Io sono stata a Marina Di Tor San Lorenzo (comune di Ardea – Prov. di Roma), alla villetta al mare, nella quale andiamo durante i fine settimana di Settembre. Purtroppo non ci si può andare nè di Inverno (visto che manca il riscaldamento) e nè d’Estate (visto che la casa viene affittata) e quindi ci tocca sfruttare quei pochi giorni autunnali e primaverili.
Beh, effettivamente andarci con il caldo non mi interessa nemmeno granchè, considerando che non amo per nulla le spiagge, il mare, la calura e tutta quella ressa, ma sarebbe interessante andarci con il gelo, quando tutte le altre villette sono vuote e non senti la voce insopportabile di quella racchia che ti abita accanto…
Ok, mi fermo, visto che sto divagando dall’argomento principale, e cioè quello che è successo in questi due giorni. Ecco qui un breve ma dettagliato resoconto.
Sabato:
Uscita dal negozio ore 18:20 ca. e partenza alla volta della località marittima. Il viaggio prosegue tranquillo all’insegna dei cruciverba senza schema e dei vari Santi che cadono dal Cielo ogni volta che A.V. prende una buca e mi fa sbagliare. Arrivo in loco ore 19:00 ca..
Sistemazione Valigia, Cani & Casa mentre il partner si reca a prendere la pizza, se non per tornare poco dopo per richiedere compagnia nell’uscita… Vabbè.
Si cena con una Margherita di qualità mediocre e fiumi di birra per la sottoscritta e con una Boscaiola e acqua Uliveto per A.V…. Quando si dice: “gli opposti si attraggono”.
Ruttino, lavaggio piatti e poi nanna alle ore 22.15 ca..
Già non va bene, mi sono dimenticata di portare i tappi per le orecchie. Chiedo cortesemente ad A.V. se può farmi addormentare prima di lui, considerando che è impossibile prendere sonno con un maiale che grugnisce vicino a te. Riesco ad addormentarmi, ma alle ore 02.00 ca. del mattino mi alzo in preda ad una crisi isterica: quella troia di I. (il mio cane femmina di 8 mesi) non fa altro che frignare da due ore a questa parte e non mi permette di assopirmi. Vado nell’altra stanza e ci manca poco che le rifilo un calcio rotante alla Chuck Norris… Non c’è nulla da fare: la odio sempre di più.
Mi rimetto a letto, pregando e smadonnando allo stesso tempo.
Domenica:
Sveglia ore 07.00. Stato d’animo: Incazzata nera per il mancato riposo.
Si comincia la mattina mandando il consorte a recuperare qualcosina da mettere sotto i denti. Finita la colazione decido di dedicare la mattinata al “restauro personale”: depilazione nei punti strategici, epilazione sopracciglia, piega capelli, e una bella doccia. Alla fine di tutto ciò faccio sempre schifo, ma almeno così nessuno mi può dire di non aver tentato di essere fica.
Alle ore 11:00 si va a fare la spesa al Pam di Colle Romito. Per pranzo decidiamo di fare gnocchetti al pesto più un insalata Julienne Bonduelle e per cena A.V. mi sfida a cucinare una torta salata alla verdure. Prendiamo anche altra roba varia per la casa per un totale di Euro 94,00.
Arriviamo a casa e A.V. si mette ai fornelli mentre io preparo la tavola. Dopo poco cominciamo a pranzare, ignari di ciò che sta per succedere. Mentre ci cibiamo mi racconta dei suoi zii, entrambi musicisti che lavoravano alla FISARMONICA della RAI.
A sentire quest’amenità, ovviamente scoppio a ridere. (Cazzo, a ripensarci trattengo ancora adesso a stento la risata).
Non l’avessi mai fatto… Mi ha piantato un muso lungo settantacinquemilaquattrocentotrentanove chilometri. Ovviamente questo suo atteggiamento infantile mi ha fatto incazzare alquanto, con il risultato di rovinarci anche questo momento di relax.
A.V. decide di non rivolgermi più la parola e così faccio io. Finisco di mangiare, lavo i piatti e mi metto a riposare sul letto. Mi rialzo alle 17.00 e lo trovo sul divano-letto che legge. Ancora non mi parla; io mi comporto di conseguenza.
Il reciproco mutismo va avanti fino all’ora di cena, quando, come al solito, sono io quella che decide di rompere il ghiaccio, chiedendogli spiegazioni sul suo stupido comportamento.
Mi dice che a lui da fastidio quando lo correggo, e io gli rispondo che sa benissimo che io non sopporto l’ignoranza. Il “botta e risposta” va avanti per un po’, finchè non gli dico che deve imparare ad accettare i suoi difetti (come anche i suoi pregi) e che non può riversare su di me le sue frustrazioni. Alla fine il discorso verge sulle “battutine” e pace apparente è stata fatta.
Dico pace apparente perchè sicuramente non avrà capito una mazza del discorso che gli ho fatto e la prossima volta si comporterà come se non fosse successo nulla.
E vabbè…
Vado ad aiutarlo a preparare quella famosa torta salata, che poi innaffio con i soliti fiumi di birra e lui con la solita acqua Uliveto. Finita la cena mi metto a pulire casa e poi ce ne ritorniamo a Roma, dove una volta arrivati a casa crolliamo stanchi nel letto per poi risvegliarci il giorno dopo.
Tiè, ecco spiattellato il mio fine settimana.
A conclusione di tutto ciò mi pongo una domanda: “Cosa c’è che non va ultimamente nel nostro rapporto? Se penso ad una settimana fa, stavamo parlando di figli, gravidanze mancate e cambiamenti di vita, e ora? Non facciamo altro che discutere.
Mondo, non so più che pensare… Avrò fatto la scelta giusta?
A.
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ieri sera non sono riuscita a scriverti a causa di un eccessivo riversamento di clientela nel Punto Vendita. Spero potrai perdonarmi.
Visto che la sera qui c’è sempre un gran movimento, avevo pensato di dedicarmi a te nelle ore mattutine (anche se io sono avvolta dal sonno fino all’ora di pranzo), ma purtroppo, come vedi, già questa mattina non ci sono riuscita. Non è stata colpa del sonno latente, ma di un dannato Browser Game di nome Travian.
Sicuramente dall’alto della tua sapienza tu già lo conosci e magari sai anche quanto ad un certo punto del Server diventi impegnativo =P Oltre al fatto di essere quasi arrivati al capolinea, c’è da aggiungere il fatto che nella mia Alleanza io ricopro l’incarico di Diplomatico… In poche parole tutte le rogne da sistemare arrivano a me.
Insomma, ecco svelati i veri motivi della mia latitanza!
Per recuperare la giornata persa ti voglio dedicare una poesia scritta da una ragazza di nome Fanny che ho trovato per caso nella rete:
Mondo perfetto
” Ho sognato il cielo, azzurro piu’ che mai riflettersi nell’azzurro di un fiume, come una dolce melodia di suoni e risate di bimbi giocosi su un prato; un semplice suono invade l’udito, e’ quello del vento che soffia la superfice del fiume; delle rondini sospese dal vento coprono i miei occhi da un raggio di sole muovendosi qua’ e la’ nell’azzurro. Semplice e morbido e’ il paesaggio, come l’erba di un campo fiorito che concede il riposo del corpo. In questa immensa pianura di un mondo che non esiste, rincuoro l’animo sfuggendo dai pensieri, nella speranza di un mondo perfetto.”
Che ne dici? Ti è piaciuta?
Secondo me queste poche parole rispecchiano perfettamente il pensiero di ognuno di noi: il sogno di alzarsi la mattina e di vivere in una realtà completamente differente e per questo migliore. Purtroppo tutti sappiamo che questa è solo un’utopia, ma non vogliamo smettere mai di sperare, come eterni bambini sognatori che vedono in questa attività onirica un modo per sfuggire alla bestialità della vita di tutti i giorni, con tutte le sfide, i dolori (molti) e le gioie (poche) che continuamente ci pone.
Personalmente dalla vita ho imparato a godere dei pochi momenti felici che mi sono stati concessi e a sfruttare al meglio il “pensiero positivo”, ma a volte è veramente dura carpire del buono da tutte quelle cose brutte che accadono, non solo a noi stessi, ma anche agli altri.
Quindi, cara la mia sfera che ruota intorno al Sole, per oggi ti voglio lasciare così, con la speranza che questa poesia ti possa aiutare a riflettere su quanto sarebbe bello se tutto fosse meno problematico, meno frenetico, meno drastico, meno Mondo…
A.
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ieri avevo visto giusto: io e A.V. abbiamo discusso… Purtroppo ho come l’impressione che tutte le volte che lo facciamo io butti parole e parole al vento.
[DIGRESSIONE + FLASHBACK] Oh! Mi è venuta in mente una Pubblicità Progresso di quando ero piccola! Diceva: “Hai tenuto la bocca troppo aperta. Ti si sono chiuse le orecchie”… Ricordo che quando la vidi risi come una matta perchè mi faceva venire in mente mio nonno, poverino, un po’ sordo e che viveva perennemente con la bocca aperta =D
Abbiamo disquisito, tra le altre cose, per l’ennesima volta sul fatto che secondo me lui non si apre, non si confida, non esterna i propri pensieri e le proprie emozioni. Purtroppo per lui la mia esperienza (e anche i miei frequenti colloqui con lo psicologo che ebbi in fase adolescenziale) mi ha insegnato che non c’è nulla di meglio che “svuotare il sacco” prima che il suddetto esploda, e magari nei momenti più innopportuni.
E’ una cosa che vorrei capisse anche lui, soprattutto per farlo stare meglio e, non in ultimo, per far si che il nostro rapporto di coppia si faccia giorno per giorno più intenso e che si basi soprattutto sulla complicità tra i partner.
Oltre a questo c’è anche un’altra fetta del suo carattere che non riesco proprio a mandare giù… A parer mio A.V. soffre della sindrome Dr. Jekyll/Mr. Hyde. Detta in altre parole: cambia se’ stesso in funzione delle persone che gli stanno attorno.
Nel parlare ieri gli ho tirato fuori un piccolo esempio: a 35 anni i suoi genitori non sanno che fuma. Tutte le volte che sta fumando una sigaretta e loro passano, compie un trucco alla Houdini e quest’ultima sparisce misteriosamente.
Ma io mi domando e dico… Ma a quanti anni si emanciperà mai quest’uomo?
Devo ammettere che questa è una cosa che mi da’ parecchio fastidio… Secondo te, se scelgo di stare con un trentacinquenne al posto di scegliermi un mio coetaneo, avrò le mie buone ragioni, no? Non è il primo uomo con cui sono stata con il quale condivido una differenza di età così alta, e non è nemmeno il primo che alla resa dei conti ha un’età mentale-psicologica che corrisponde ad 1/4 di quella anagrafica.
L’unica cosa che posso fare è sperare… Sperare che qualcosa di quello che dico non vada persa per lo spazio-tempo, ma che rimanga indelebile nella sua memoria, nel suo essere.
Per carità, io non mi reputo una persona completa, una donna “navigata” o un’ottima dispensatrice di consigli… Anche io ho molto da imparare, tanti passi da fare in avanti per diventare una persona sempre migliore, ma mi piacerebbe che le persone a me più care e più vicine non commettano gli stessi errori fatti da me in passato, e tra questi quello di non ascoltare nè se’ stessi e nè gli altri, vivendo semplicemente “affidati al caso”.
Oh, Mondo… Quant’è complicato!
A.
Pubblicato in Me, Myself & I | Contrassegnato da tag battibecchi, bugie, cambiamento, confidarsi, crescere insieme, crescita, discussioni, distacco dai genitori, diventare adulti, diventare grandi, emancipazione, età mentale, imparare, litigi, maturità, non detti, vita di coppia | 1 Commento »
(Hai visto? Questa volta mi sono corretta.) penso che debba anche raccontarti qualcosina di me, altrimenti come potresti tu aiutarmi nel difficile e lungo cammino che è la vita?
Ehi, però non correre troppo! Non è così facile scoprirmi.
Se mi mettessi subito “a nudo” non avremmo nulla da riservarci per il futuro e poi perderei quell’alone di mistero che avvolge sempre chi non si conosce… E credimi, mi piace molto essere circondata da lui, mi fa sentire protetta da tutto ciò che ti compone.
Il mio nome è semplicemente A. , non una lettera in più e non un punto in meno. Decidi tu se chiamarmi semplicemente così o inventarti un nomignolo a tuo piacimento. D’altronde A. può voler dire tante cose, sicuramente stimoleresti la tua fantasia nella ricerca dell’appellativo o del nome più appropriati, anche se credo sia un po’ troppo presto per trovarne uno che si addica perfettamente alla mia persona (e soprattutto dubito che capiresti il vero significato di quella lettera puntata).
Ho 22 anni, di cui la maggior parte buttati nel cesso, ma non rimpiango nulla di ciò che ho fatto fino ad oggi. D’altronde nella vita si sbaglia spesso e volentieri, e l’unica cosa che possiamo fare è imparare da questi errori, farceli nostri e mantenerli come ammonimento per il futuro.
In questo preciso istante mi trovo a Roma, posto in cui vivo da più di un anno e mezzo, ma che non è la mia città natia. Sono orgogliosamente nata in una bella cittadina del Nord Italia, di cui apprezzo molto lo stile di vita e la mentalità, ma dalla quale ho deciso da tempo di “scappare”. Beh, forse quest’ultimo termine contribuisce a dare di me l’immagine della codarda, ma ti posso assicurare che l’ho fatto per puro spirito di sopravvivenza =)
La mia venuta in questa Metropoli coincide anche con l’inizio della mia storia con A.V. (Adoro l’anonimato, come puoi vedere…), che tuttora persiste. Lui è un “giovanotto” di quasi 35 anni, con il quale condivido tutta la mia vita: casa, lavoro e tempo libero. La relazione con lui va discretamente bene, come tutte oscilla tra alti e bassi, ma la cosa più positiva di tutte è che posso affermare con sicurezza che è la prima persona per la quale ho provato un sentimento vero e profondo.
Prima ti ho parlato di lavoro… Beh, il lavoro è la cosa che occupa più tempo nell’arco della mia giornata, se si considera che il mio compagno è titolare di un negozio. Purtroppo il commercio non è il settore che più mi si addice, dato il mio carattere estremamente lunatico e, a volte, irascibile; nonostante tutto però mi sforzo di essere sempre al “top della forma” e di estasiare tutti con il mio sorriso falsissimo che tanto detesto.
Quando non sono qui (sì, perchè ti sto scrivendo dal Punto Vendita) non credere che vada in giro per Pub e Discoteche a darmi alla pazza gioia… Vivo la mia vita da ventiduenne da pantofolaia, un po’ per la mia indole e un po’ perchè in ogni caso non avrei nè il tempo e nè le persone con cui farlo. Ma in ogni caso riesco sempre a ritagliarmi qualche spazio per i miei passatempi (la corrispondenza, la lettura, l’informatica, i videogames, i giochi di società…) e per stare con A.V. e i miei animali.
…Cavolo, tra una parola e un cliente si sono fatte quasi le 20.00, l’ora di chiusura!
Credo che sia giunto il momento di alzare il deretano dalla sedia, andare fuori a fumare una sigaretta e prepararsi a passare una serata avvolti nel silenzio di tomba, considerando che oggi io e A.V. abbiamo discusso per questioni finanziarie.
Augurami buona fortuna!
A.
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Buongiorno Mondo,
(o forse data l’ora dovrei dire “Buonasera”… Ma che importa, in fondo; non formalizziamoci subito!) voglio dirti che da oggi anche io mi voglio “mettere alla prova” con questo nuovo sito-blog su cui, spero a breve, comparirà una bella raccolta di affaracci miei alla mercè dell’intero mondo =)
Tu che dici? Riuscirò ad essere costante?
A.
Pubblicato in Me, Myself & I | Contrassegnato da tag aprirsi, confidarsi, confrontarsi, inizio, mettersi alla prova, mettersi in gioco, nuovo blog, primo post, sfogarsi | Lascia un commento »




